Il Manifesto dei Banchieri (gennaio 1892)

di Lucio Sanna

Quanto segue è stato tratto da “Banker’s Manifest,” Il Manifesto dei banchieri circolata privatamente esclusivamente tra i banchieri più importanti, ed è tratto da Civil Servants” Year Book, “The Organizer” del gennaio 1934. Tra il 1907 e il 1917 il membro del Congresso Charles A. Lindbergh, Sr. (padre del famoso trasvolatore e grande oppositore della Federal Reserve) ha illustrato al Congresso statunitense il Manifesto dei Banchieri del 1892.

IL MANIFESTO DEI BANCHIERI

Da The Politics of Common Sense (= La Politica del Buon Senso)

“Noi (I banchieri) dobbiamo procedere con cautela e prestare attenzione ad ogni nostra mossa, dato che il popolo mostra già segni di forte agitazione. Con prudenza, dunque, riusciremo a far mostra di un’apparente sottomissione alla volontà popolare continuando allo stesso tempo a perfezionare i nostri piani fino a quando potremo dichiararli senza temere alcuna resistenza organizzata. Lasciamo che i nostri uomini di fiducia controllino attentamente le Organizzazioni degli Stati Uniti.

Dobbiamo prendere immediatamente provvedimenti per controllare queste organizzazioni nel nostro interesse oppure distruggerle.

I nostri uomini devono partecipare all’imminente convention di Omaha il prossimo 4 Luglio 1892 e dirigerne i movimenti, altrimenti nei confronti dei nostri progetti prenderà piede un antagonismo tale da richiedere l’uso della forza per superarlo. In questo momento ciò sarebbe prematuro. Non siamo ancora pronti per una tale crisi. Il capitale deve autoproteggersi come può, tramite l’associazione (cospirazione) e la legislazione. Dobbiamo chiamare in nostro aiuto i tribunali, esigere i debiti e precludere la facoltà di riscattare obbligazioni e mutui quanto prima. Quando, secondo la legge, la gente comune avrà perso le proprie case, sarà più facile gestirla e governarla tramite la forte influenza di un governo imperniato sul potere centrale sotto il controllo dei finanzieri leader. Chi non possiede più una casa non discute con i propri leader.

La storia si ripete ciclicamente. I nostri capi, impegnati a costruire un imperialismo mondiale, conoscono bene questa verità. Mentre lo fanno, la gente deve essere tenuta in uno stato di antagonismo politico. Bisogna sollecitare la questione della riforma delle tariffe doganali tramite quell’organizzazione conosciuta come Partito Democratico, e la questione della protezione con la reciprocità deve essere portata in superficie tramite il Partito Repubblicano. Dividendo in questo modo gli elettori, possiamo fare in modo che spendano le proprie energie nelle lotta su questioni prive di importanza per noi. Così, agendo nella discrezione, possiamo mettere al sicuro quanto abbiamo così ben organizzato e raggiunto con successo….OGGI É IL POTERE CHE CONQUISTA NON IL CASO …..milioni di Americani hanno perso la propria casa durante il mandato dell’attuale Presidente degli Stati Uniti. È in corso una grande corsa al potere, e chi non possiede risparmi personali né una casa è più facile da controllare. Non a caso la Commissione Pujo aveva tentato di limitare il potere delle stesse banche che oggi sono i principali beneficiari dell’attuale crisi finanziaria.”

Woodrow Wilson (28° presid. degli Stati Uniti dal 1913 al 1921 del part. democratico, premio nobel per la pace nel 1921) dichiarò quanto segue:

Sono talmente infelice. Ho inconsapevolmente portato il mio paese alla rovina. Una grande nazione industriale è controllata dal proprio sistema di credito. Il nostro sistema di credito è concentrato. Dunque, la crescita della nazione e tutte le nostre attività sono nelle mani di pochi. Siamo diventati uno dei governi peggio governati e più controllati e dominati del mondo civilizzato. Non più un governo per libera scelta, non più un governo per convinzione e per voto della maggioranza, ma un governo per scelta e costrizione di un piccolo gruppo di uomini dominanti.

Poco prima dell’approvazione del Federal Reserve Act, il membro del Congresso Charles A. Lindbergh Sr. Ha dichiarato: Questo Act (il Federal Reserve Act, 23 dicembre 1913) istituisce il trust più enorme sulla terra. Quando il Presidente firmerà la Legge, il governo invisibile del Potere della Moneta verrà legalizzato… Con questa Legge sulla banca e sulla moneta si commette il peggior reato legislativo di tutti i tempi


La Piattaforma di Omaha: il lancio del Partito Populista

Nonostante gli storici parlino spesso di un “movimento Populista” a partire dal 1880, l’organizzazione formale del Partito Popolare o Populista risale solo al 1892. La Piattaforma di Omaha, adottata in occasione della convention per la fondazione del partito il 4 Luglio 1892, ha istituito i principi cardine del movimento Populista. Detto movimento è stato il risultato della crociata collettiva organizzata dalla Farmer’s Alliance (Alleanza degli agricoltori) nel corso degli anni ’80 del 1800. Il preambolo è stato scritto dall’avvocato, agricoltore, politico e scrittore di romanzi Ignatius Donnelly del Minnesota. I partecipanti alla convention accolsero la piattaforma con grande entusiasmo.

PIATTAFORMA DEL PARTITO POPOLARE NAZIONALE

Riuniti in occasione del 116° anniversario della Dichiarazione di Indipendenza, il Partito Popolare Americano, durante la prima convention nazionale, invocando la benedizione di Dio Onnipotente sul proprio agire, nel nome e per conto del popolo di questo Paese, stila il seguente preambolo e dichiarazione di principi:

PREAMBOLO

Le condizioni in cui ci troviamo giustificano la nostra cooperazione; ci troviamo nel cuore di una nazione sull’orlo della rovina morale, politica e materiale. La corruzione domina i seggi elettorali, la Legislatura, il Congresso, e tocca perfino i tribunali. Il popolo è demoralizzato; la maggior parte degli stati è stata costretta a isolare gli elettori nei seggi per evitare intimidazioni e abusi. I giornali sono quasi tutti sovvenzionati o imbrigliati con la museruola, l’opinione pubblica viene messa a tacere, le aziende piegate, le case coperte da ipoteche, il lavoro impoverito e la terra concentrata nelle mani dei capitalisti. Ai lavoratori è negato il diritto di organizzarsi per autotutelarsi, la manodopera impoverita importata fa scendere le paghe, un esercito permanente mercenario, non riconosciuto dalla legge, è stato istituito per abbatterli, e stanno rapidamente degenerando nelle condizioni dell’Europa. I frutti delle fatiche di milioni di persone vengono rubati senza remore per costruire fortune colossali destinate a pochi, come mai nella storia dell’umanità, e chi le possiede, a sua volta, disprezza la repubblica e mette a repentaglio la libertà. Dallo stesso grembo prolifico dell’ingiustizia di governo, crescono due grandi classi — i barboni e i milionari.

Il potere nazionale di creare moneta serve ad arricchire chi detiene titoli; con i titoli auriferi è stato consolidato un enorme debito pubblico pagabile in valuta legale, caricando ulteriormente il fardello delle persone di diversi milioni.

L’argento, da sempre accettato come moneta, è stato demonetizzato per accrescere il potere d’acquisto dell’oro e ridurre il valore di ogni forma di proprietà e del lavoro umano, e gli aggregati monetari sono ridotti di proposito per ingrassare gli usurai, mandare le aziende in bancarotta, e schiavizzare l’industria. Se non viene affrontata e ribaltata subito, questa situazione si preannunciano terribili sconvolgimenti a livello sociale, la distruzione della civiltà, o l’istituzione di un dispotismo assoluto.

Per oltre 25 anni siamo stati testimoni di come i due grandi partiti lottassero per il potere, perpetrando ingiustizie atroci nei confronti del popolo sofferente. Nessuno dei due partiti ha fatto alcuno sforzo per evitare o almeno limitare il verificarsi delle spaventose condizioni in cui ci troviamo oggi, tantomeno promettono oggi riforme sostanziali. Insieme hanno deciso di soffocare il grido di un popolo depredato con una finta lotta alle tariffe, cosicché capitalisti, corporazioni, banche nazionali, trusts, la demonetizzazione dell’argento e l’oppressione degli usurai possano passare in secondo piano. Propongono di sacrificare la nostre case, vite e i nostri figli sull’altare del dio denaro; di distruggere molti per mettere al sicuro la corruzione dei milionari.

Riuniti nell’anniversario della nascita della nazione, pieni dello spirito che la animava, che ha fondato la nostra indipendenza, cerchiamo di ricondurre il governo della Repubblica nelle mani di quella “gente semplice” che l’ha costruita. Confermiamo che i nostri obiettivi sono identici a quelli contenuti nella Costituzione Nazionale: formare un’unione migliore e stabilire la giustizia, garantire la tranquillità nazionale, provvedere alla difesa comune, promuovere il benessere generale, assicurare la benedizione della libertà per noi stessi e per i posteri.

Dichiariamo che questa Repubblica può resistere solo con un governo libero costruito sull’amore reciproco della popolazione e della nazione; che non può essere tenuta assieme con le baionette; che la Guerra civile è finita, e che ogni risentimento nato con essa deve morire con essa, e che di fatto dobbiamo essere, come lo siamo nel nome, uomini liberi fraternamente uniti.

La nostra nazione si trova in condizioni senza precedenti nella storia del mondo; la nostra produzione agricola annuale ha un valore di miliardi di dollari, che, nel giro di poche settimane o mesi, deve essere scambiata con miliardi di dollari di beni; la disponibilità attuale di moneta è assolutamente inadeguata per questo scambio; ne deriva la caduta dei prezzi, la formazione di gruppi e consorzi, l’impoverimento della classe produttiva. Se ci verrà dato potere, ci impegniamo a correggere tali mali con una legislazione saggia e ragionevole, secondo i termini della nostra piattaforma.

Riteniamo che il potere del governo — meglio dire, delle persone — debba aumentare per porre fine a oppressione, ingiustizia e povertà.

Fonte: Fronte di Liberazione dai banchieri

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